Intervista alla pornostar Laura Panerai

Posted on 18 aprile 2010 di

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Intervista

http://blogs.myspace.com/index.cfm?fuseaction=blog.view&friendId=181421759&blogId=371668183Fiorentina ventitreenne, laureata in psicologia, già protagonista di sei film: Libmagazine ha scelto di entrare virtualmente nella vita della giovane pornostar Laura Panerai per conoscere in maniera più approfondita un mondo da sempre tanto contrastato e malgiudicato, forse perché poco capito. I pregiudizi che aleggiano intorno all’ambiente del porno e ai suoi protagonisti, a nostro parere, possono essere sfrondati solo dando voce ai diretti interessati, a coloro che lo vivono e lo conoscono dal suo interno.

 

 

M.C. e A.N.M.: Lei ha 23 anni e una laurea in psicologia. Cosa l’ha spinta a lasciare tutto e ad intraprendere questa carriera?

L.P.: Come tante altre ragazze ho iniziato a lavorare in webcam in vari siti internet. Con il passare del tempo questo gioco-lavoro si è trasformato in una vera e propria passione. Esibire il mio corpo e darmi agli altri mi eccitava moltissimo. Così quando mi sono ritrovata di fronte la possibilità di intraprendere la carriera di pornostar ho accettato incondizionatamente. Sono contenta della scelta che ho fatto perchè ho avuto il coraggio di seguire la mia natura, di essere me stessa fino in fondo e di vivere la libertà di emozionare ed emozionarmi.

M.C. e A.N.M.: La sua famiglia ha appoggiato la sua scelta? Si è mai sentita a disagio al pensiero che qualcuno della sua famiglia potesse vedere qualche suo film?

L.P.: Devo ringraziare la mia famiglia e  in particolare i miei genitori perchè mi hanno insegnato due grandi valori: la libertà e il rispetto. Mi hanno sempre detto che qualsiasi decisione avessi preso nella vita mi sarebbero stati vicini e mi avrebbero aiutata. E così è stato. Per questo motivo non ho avuto nessun problema a comunicare alla mia famiglia la scelta di intraprendere la carriera di pornostar. Per quanto riguarda i miei film beh sono sincera… non vorrei li vedessero perchè so che si imbarazzerebbero molto!

M.C. e A.N.M.: Riguardo i suoi progetti futuri, crede di voler formare un giorno una famiglia, di avere dei figli? Ritiene che il suo lavoro possa in qualche modo influire sulla loro crescita, sulla loro educazione?

L.P.: Per ora non ho in mente né famiglia né figli. Però a volte ci penso. Essere buone madri non dipende dall’attività lavorativa che una donna svolge ma dall’amore che riesce a trasmettere ai propri figli. Penso quindi che essere pornostar di per sé non influisce sul fatto di essere una buona madre. L’unica cosa che mi spaventa un po’ è il fatto che sicuramente i miei figli sarebbero esposti a critiche da parte della società ( una madre pornostar fa sempre discutere) e questo potrebbe creargli dei problemi nella crescita. Evitare questo sarebbe un compito davvero delicato.

M.C. e A.N.M.: In che consiste esattamente la differenza tra i film erotici e il genere dei film porno?

L.P.: Vi dico subito che la domanda così come è posta non mi piace. Sai perchè? Perchè penso che sia sbagliato continuare a separare e a mettere in opposizione due momenti ugualmente importanti della sessualità. Mi spiego: secondo me l’erotismo è l’anticamera della pornografia e la pornografia è la conseguenza dell’erotismo. Come è possibile separarli? Secondo me uno dei limiti dei film hard è proprio la quasi totale assenza di erotismo. Un susseguirsi di scene porno senza trama e senza un filo logico. Se i registi riuscissero a unire e fondere insieme erotismo e hard nascerebbero dei veri capolavori!

M.C. e A.N.M.: L’attore hard Franco Trentalance ha affermato in un’intervista che le donne hanno più difficoltà a girare rispetto agli uomini, e che comunque sul set non provano piacere. Le è capitato di lavorare con attori che non le piacessero affatto? Come è riuscita a gestire la situazione?

L.P.: Sono d’accordo con questa affermazione. In effetti il set è già una situazione difficile da affrontare nel senso che nonostante uno sia cosciente che sta girando un film trovarsi di fronte a molte persone presenti (regista coreografo ecc) può provocare delle inibizioni. In effetti le donne si inibiscono di più ma mi è capitato di vedere anche qualche uomo imbarazzarsi! Penso che solo un vero esibizionista si senta a proprio agio sul set. Si. Una volta mi è capitato di girare con un attore che proprio non mi piaceva per niente. Ho avuto un rifiuto subito così… a pelle!. Mi sono trovata un po’ in difficoltà. Ho cercato di risolvere il problema creando un feeling parlando e scherzando prima di iniziare a girare.

M.C. e A.N.M.: Come giudica le donne che all’interno dei rapporti di coppia dimostrano di avere inibizioni sessuali e che ad esempio non amano praticare il sesso orale?

L.P.: A me non piace giudicare. La cosa che voglio dire è che mi dispiace per tutte quelle donne che non riescono a lasciarsi andare sessualmente e che vivono ancora certe situazioni sessuali (sesso orale, anale) come un qualcosa di sporco. Secondo me il sesso è una forma di espressione importantissima per l’equilibrio dell’essere umano. Il sesso ci permette di comunicare le nostre emozioni all’altro di metterci a nudo e di accettarsi così come siamo. Non solo. Fare sesso significa anche imparare a dare e a ricevere piacere.

M.C. e A.N.M.:  Come si rapporta con gli uomini che incontra al di fuori del suo lavoro? 

L.P.: Bella domanda! In generale ho sempre avuto un buon rapporto con gli uomini. Considero gli uomini un miracolo della natura. Spesso noi donne li screditiamo un po’ troppo, li critichiamo. Credo che dovremmo essere più obiettive apprezzarli di più, in fondo noi donne abbiamo bisogno di loro come loro hanno bisogno di noi.

M.C. e A.N.M.:  Come si rapporta invece con le donne che non appartengono al suo mondo? Si è mai sentita giudicata male o esclusa dalle altre a causa del suo lavoro? 

L.P.: Il rapporto con le donne è un po’ complicato. O mi amano o mi odiano. L’espressione è un po’ forte ma credo sia proprio così. Non ci sono mezze misure. Si mi sono sentita giudicata spesso ma da parte della gente, non solo dalle donne.

M.C. e A.N.M.: Da un po’ di tempo non si fa altro che parlare della violenza sulle donne. A lei è mai capitato di subire un qualche tipo di violenza da un uomo incontrato dentro o fuori dal set ? Pensa che il suo lavoro la esponga maggiormente a questo genere di rischi rispetto alle altre donne?

L.P.: Questo è un argomento molto delicato su cui ci sarebbe tanto da discutere. La violenza in generale mi dà molto fastidio figuriamoci la violenza sessuale sulle donne e i bambini. Voglio pensare che coloro che abusano sessualmente delle donne siano soggetti disturbati psichicamente e che non si rendano conto dei danni che possono provocare alla persona violentata. Fortunatamente non ho subito violenze sessuali né nella vita né tantomeno sul set.

M.C. e A.N.M.: Crede che un mestiere come il suo possa proporre all’esterno un’immagine degradante della figura femminile o comunque riduttiva della donna a mero oggetto sessuale?

L.P.: Secondo me i lavori che veramente degradano la figura femminile e la minimizzano snaturandola completamente sono quei mestieri tipicamente maschili.(non me ne vogliano, ma ad esempio le donne in divisa). Premetto che ognuno è libero di fare le proprie scelte però credo che se le donne abbandonassero un po’ i pantaloni e si riappropriassero del loro ruolo femminile e sessuale molti rapporti di coppia si salverebbero.

Marzia Cangiano e Astrid Nausicaa Maragò
da Libmagazine del
6 novembre 2007

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