La pelota no se mancha

Posted on 25 maggio 2010 di

0


maradona-allenatore

In principio era il verbo. Era il tempo in cui la coscienza, non vista, si formava annusando i perimetri di un cono d’ombra. Quasi scavando, la luce, un pugnale, scolpisce i recettori umani. In quel tempo la conoscenza ha l’abito stravagante del primo cibo: scivola caldo  nella gola come un istinto, così che il dato conosciuto manca di ancoraggi, o riferimenti, poiché il suo stesso destino è quello di ancorare, di riferire. Quindi accade che ciò che in quel tempo si conosce resta immobile, e non acquisisce i crismi dell’eternità solo perché l’effimero non ha già inzozzato la vitalità. A dieci anni tutto è nuovo e tutto è eterno. Non si cercano cause né si tradisce il presente rincorrendo effetti. A dieci anni il pallone è rosso e leggero, rimbalza sull’asfalto granuloso sbattendo sui marciapiedi fino a che il sole non annega nei balconi, e allora i lampioni, selettori bicromatici, si spolverano dalle spalle una nebbiolina di umidità e te la scagliano sul collo. A dieci anni l’attimo è sciolto. Niente passato né futuro, tutto nuovo ed eterno. Non conosci gli oceani ma avverti un leggero stupore ascoltando una fisarmonica che disegna ciò che poi saprai tango; non conosci le grandi distanze: tutto è presente, largo, certo, quanto l’esilità di una voce alla radio che pronuncia un nome non più buffo, forse mai stato buffo, già diventato parte solida e tangibile delle mattine sui banchi verdi e dei pomeriggi dietro alla tela. Maradona.

L’efficacia del mito è nelle radici infossate ma non profonde. La giusta misura consente un opportuno assorbimento di minerali senza rasentare l’oblio dell’umido. Maradona l’ho sfiorato a dieci anni, troppo presto per capirne la consumazione, troppo tardi per berne la purezza. Ma in fondo alla giusta misura per comprenderne la statura eterna senza fatica né forzatura, come una robusta radice. Ed è per una serie di ragioni collegate a quel tempo florido, e senza intoppi, di cui dicevo sopra che la divinità riconosciuta al miglior calciatore di ogni tempo non può sorprendere chi è nato a Napoli, chi ha amato eroticamente il pallone, e chi trova ebbrezza nelle storie.

 

Ciro Monacella

Posted in: Riflessioni, Sport