Nel mio intimo c’è il mondo

Posted on 17 maggio 2010 di

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violenza contro le donne

Rasa il pratino

Rasa il pratino

  Avevo sedici anni una mattina, quando una mia amica mi chiamò e mi disse: ‘Marzia, domani tutti al mare!’ ed io : ‘guarda che ho il ciclo!’ e così sinceramente declinai. Riagganciai il telefono e mia nonna (generazione 1921) che – orecchio bionico- aveva ascoltato la conversazione, con sguardo severo mi disse: ‘Queste sono cose che non si dicono, sono talmente intime … L’intimità! Sai cosa vuol dire intimità?’ E io, che credevo di saperlo, con aria di sufficienza, sbuffai. Pensavo che da allora, da quando le donne nascondevano il mestruo come un’onta, le cose erano cambiate e che spifferare il proprio ciclo ad un’amica non voleva dire violare il proprio intimo. Anche -e soprattutto- perché, in quella specifica circostanza, ero stata io medesima a ‘violarmi’; ero stata io, nel pieno delle mie facoltà psichiche, a ritenere opportuno che quella data ragazza venisse a conoscenza della mia situazione ormonale. Capitolo chiuso. Il mio intimo era sano e salvo. Se violazione c’era stata ero stata io a perpetrarla ai miei danni, dunque perché parlare di violazione? Passarono i mesi e gli anni, con me che puntualmente, ogni volta che c’era da andare tutti al mare, avevo il ciclo e lo dicevo … e qualche volta lo dicevo anche mentendo, usandolo come scusa per starmene a casa, al fresco, a sonnecchiare. Da allora ad oggi sono passati quattordici anni e in questo tempo il mio corpo e, insieme, il mio concetto di intimità si sono modificati con una frequenza di almeno due volte a settimana. Infatti, se si segue il proprio corpo in tutto il suo divenire, ci si può accorgere di ogni minimo cambiamento e allora l’intimo, l’intimità, prende a racchiudere un’innumerevole serie di aspetti che, pur volendo, non si riesce a condividere con nessuno, se non con chi, con il tuo bene placido, condivide la proprietà del tuo stesso corpo. Spifferare tali ‘sfumature’ a chicchessia sembra un atto irrispettoso, una violenza, una violazione di proprietà privata in tutto è per tutto. Questo è quello che pensavo io!  

E se l’ho pensato e se di questo mi sono illusa, devo fare ammenda e ammettere che ho peccato. Non sono stata attenta e me ne pento. Infatti, mentre io mi cullavo nei miei ingenui tormenti, non mi accorgevo che tutto intorno a me diceva il contrario: la televisione, la pubblicità, i videogiochi, gli uomini e le stesse donne.  Dunque non so spiegarmi per quale via siamo giunti a pubblicizzare -piuttosto che a parlare- ‘quelle fastidiosissime perdite d’urina’, come i bruciori intimi, i peli superflui o gli stress da biancheria.  Tutto poi presentato nel più becero dei modi: schiocche donnine che rasano il pratino, donne meste che temono l’ascensore a causa dei propri olezzi intimi, fino alle grandi case di moda che simulano molestie e abusi per vendere il nuovo modello di turno.  E tutto mentre i ‘potenti’ segreti del viagra e quelle fastidiosissime infiammazioni della prostata vengono gelosamente custoditi sotto chiave.

Contemporaneamente al corpo, anche l’intelletto femminile è continuamente e pubblicamente svilito. Proprio ieri è stata inaugurata ‘la 5’ -sottotitolo ‘la tv è donna’- il nuovo canale digitale dedicato interamente alle donne: “ il target del nuovo canale sarà quello delle donne tra i 15 e i 34 anni, curiose, volitive, tecnologizzate e capaie di vincere le proprie sfide personali, ragazze normali e non veline” spiega Massimo Donelli, direttore di canale 5. Difatti il palinsesto non riserba sorprese: fiction e soap opera, reality, film romantici e melodrammi amorosi. Neanche un passo al di là di tutti gli stereotipi che marchiano le donne costringendole, di fatto, ad una subalternità irreversibile. Niente informazione, politica, cronaca, arte, musica, tecnologia, ambiente, storia e, perché no?, sport … Sembra sfogliare le pagine di un qualunque, insulso, settimanale femminile.
 Fortunatamente la risposte delle donne, quelle che passano i loro giorni e qualche notte, a pensare anzi che a farsi le unghie, non si è fatta attendere. Prima che si inaugurasse il canale, da Facebook è partita la proposta di una Mailbombing Mediaset contro l’apertura del canale; la pagina, ad oggi, conta 419 iscritti, sia donne che uomini, a 24 ore dall’apertura. A questa è seguita un’altra iniziativa contro un’altra trasmissione Mediaset, la celeberrima ‘la Pupa e il Secchione’. Rosa V. ha creato una petizione per richiedere la chiusura del programma : “La pericolosità del messaggio che un programma intriso di volgarità, stereotipi sessisti e messaggi sbagliati che distolgono dallo studio poiché considerato poco ‘cool’, sta nel fatto che vengono veicolati tutti sotto la categoria di ‘reality’, ovvero realtà” – così si legge all’incipit dello statuto della petizione. Attualmente su Facebook la pagina che ha lanciato l’iniziativa conta 962 iscritti.

Questi dati, seppur abilmente ignorati, parlano chiaro. Parlano di persone curiose, volitive, tecnologizzate e capaci di vincere le proprie sfide personali, ragazze -e ragazzi, signore e signori- normali e non veline. Diamo voce a costoro.

Marzia Cangiano
su
 Il Paese Delle Donne