Violenza Corsiva

Posted on 18 aprile 2010 di

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violenza contro le donne

Avrei potuto fornirvi un quadro, a mio parere sufficientemente esauriente, sul tema violenza e donna. Avrei potuto ribadirvi l’elevata numerosità della violenza di tipo domestico, e mettervi a conoscenza di un tipo di violenza ancora sconosciuto ai più: “ maltrattamento economico”, in gergo scientifico; e vi avrei spiegato che questo termine si usa per definire delle situazioni in cui una donna, pur lavorando e pur percependo uno stipendio tutto suo, viene privata dal partner della possibilità di gestire il proprio guadagno. Assoggettare, in parole più povere. Avrei potuto anche richiamare la vostra attenzione su un particole che spesso, molto spesso, ci è sfuggito. In una storia di violenza familiare, i personaggi coinvolti non sono mai solo i due protagonisti, maschio violento e donna violata, bensì il numero di personaggi varia a seconda del numero dei componenti della famiglia dei protagonisti. I bambini, prima di tutti, sono spettatori, spesso involontari, di questa violenza, i familiari della donna, sono spettatori, spesso impotenti, di questa violenza, e poi ci sono gli amici, i colleghi di lavoro, un eventuale nuovo partner della donna … Ecco, ognuna di queste persone inevitabilmente è coinvolto nella storia, e ognuno ne pagherà le conseguenze. Avrei potuto anche tentare di darvi, di darci, una spiegazione sul perché le donne che denunciano il proprio aggressore rientrino in una percentuale ancora così spaventosamente bassa: solo il 7,3% (dato istat). Ragionando insieme, ci saremmo trovati d’accordo sul fatto che il motivo più lampante per cui la donna preferisca tacere, sia la paura, la paura di ripercussioni da parte del suo aggressore, e che dunque, assicurando maggiori garanzie a queste donne, si potrebbe aiutare loro a superare almeno questa paura. Ma più di tutto avrei potuto infrangere qui, davanti ai vostri occhi, tutta una serie di stereotipi che non ci permettono di guardare il problema per quello che realmente è: avrei iniziato col demolire il luogo comune che vuole l’uomo straniero il violento per eccellenza, l’ 87% degli uomini che hanno usati violenza su una donna è di nazionalità italiana, anche quando la vittima è una donna straniera, il partner è quasi sempre un uomo italiano. Poi sarei passata ad un altro luogo comune, quello che vuole la violenza figlia dell’ignoranza: il 53%  degli uomini che ha usato violenza nei confronti di una donna, lavora ed ha un grado di professionalità medio-alto; lo stesso vale per le donne, il 63% di queste donne lavora e il 42% ha un grado di professionalità medio-alto.

Tutto questo avrei potuto dirvi, non di più.


Marzia Cangiano
da Libmagazine del
4 dicembre 2007